“Robert Capa in Italia. 1943-1944″. In mostra a Roma (e poi a Firenze) le foto del grande fotoreporter ungherese

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Una delle peculiarità dell’arte è quella di saper emozionare lo spettatore. Nell’elegante cornice del Museo di Roma-Palazzo Braschi, in Piazza Navona, è allestita una mostra che chi ama il fotogiornalismo o la fotografia di reportage non può assolutamente perdere, una mostra capace di emozionare dal primo all’ultimo scatto anche lo spettatore meno interessato. Si intitola “Robert Capa in Italia 1943-1944”, ed è dedicata a colui che può tranquillamente essere definito come il primo tra i fotoreporter. Endre Erno Friedmann, questo il nome di battesimo di Robert Capa, nella sua breve vita è riuscito ad immortalare 5 conflitti in giro per il mondo, direttamente sui campi di battaglia: guerra civile spagnola, seconda guerra sino-giapponese, seconda guerra mondiale, guerra arabo-israeliana e infine prima guerra dell’Indocina, dove trova la morte a soli 41 anni per lo scoppio di una mina.

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“Celebriamo vent’anni”: doppia promozione su servizi fotografici di matrimonio per le coppie di sposi del 2014

[caption id="attachment_1082" align="aligncenter" width="496"] "TANDEM". Illustrazione di Valentina Marchionni[/caption] Nell'aprile del 1994 iniziava il mio viaggio nella fotografia. Si concrettizava un aspetto particolare di una vacanza fatta a vent'anni in autostop. Da una delusione fotografica ho iniziato ad appassionarmi alla comunicazione per immagini, ho speso i miei risparmi per una fotocamera semiprofessionale e un obiettivo e ho iniziato a fotografare. Dopo molte fotografie, corsi, workshop, ho maturato la scelta di dedicarmi alla fotografia di reportage. Ho iniziato a collaborare per giornali, agenzie fotografiche, ho partecipato a mostre d'arte collettive e personali. Dagli insegnamenti della fotografia di reportage ho sviluppato le idee per raccontare le storie personali che vengono vissute in una giornata particolare come quella di un matrimonio. [slideshow_deploy id='1366'] Il matrimonio è l'evento da ricordare, quello per cui esiste un prima e un dopo. E quel prima non è mai tanto emozionante come il dopo. Lo sguardo che si posa su quelle...

La fotografia di Luigi Ghirri in mostra al Maxxi di Roma. Pensare per immagini

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Il museo Maxxi di Roma ospita “Luigi Ghirri. Pensare per immagini” , mostra dedicata a uno dei più grandi maestri della fotografia italiana del Novecento.
Visitandola, la prima cosa che salta subito all’occhio è la vastità del salone espositivo, necessario per ospitare gli oltre 300 scatti dell’artista emiliano. La mostra resta suddivisa in tre sezioni a tema: Icone, Paesaggi , Architetture. Scelta che, come recita giustamente la brochure che presenta la mostra, “lascia spazio alle possibilità combinatorie dei segni. Il percorso, tra associazioni e rimandi, consente dunque una lettura aperta e reversibile del lavoro di Ghirri”.

Inoltre sono installati un grosso tavolo multimediale, dov’è possibile consultare le i libri scritti dall’artista, e un altro bancone espositivo con riviste, libri, recensioni.
Subito dopo non si può rimanere indifferenti  all’estrema semplicità dell’installazione, essenziale, senza fronzoli. Grazie ad essa il visitatore viene immediatamente catturato e può immergersi in un universo di immagini e parole. Parole, quelle con cui è lo stesso Ghirri a raccontare il suo modo di guardare e pensare per immagini.

“La fotografia rappresenta sempre meno un percorso di tipo conoscitivo[…] che offre delle risposte, ma rimane un linguaggio per porre delle domande sul mondo […]Ho percorso esattamente questo itinerario relazionandomi con il mondo esterno, con la convinzione di non trovare mai una soluzione alle domande, ma con l’intenzione di continuare a porne. Perché questa mi sembra già una forma di risposta”. (Ghirri, 1989)

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#riScattiUrbani 2013 – “Premio della giuria”

Dopo la vittoria di "Synchro" di Cristiano Salinardi nella sfida social, è giunto il momento di assegnare il premio della giuria di A Store. Non è stato facile ma ce l'abbiamo fatta, dei 220 riScatti urbani arrivati ne abbiamo scelto 1: "Venghino donne" di Silvia Posa è una foto precisa dal punto di vista tecnico e dotata di forte potenza comunicativa, che interpreta con semplicità e bellezza lo spirito di #riScattiUrbani. Le linee, le forme, la costruzione geometrica, i colori… Mi sa che piacerebbe a Luigi Ghirri. E noi non ci stanchiamo di guardarla. L'autrice vince una Bencini Comet 335 BlueStar, fotocamera 35mm (ottica 50 mm F 2.8) fornita di custodia originale e manuale di istruzioni più una pellicola 35mma scelta fra quelle presenti nel nostro store. Il premio previsto era e rimane uno, ma vista la sorprendente quantità degli scatti arrivati e la qualità di molti di essi, abbiamo deciso di...