La fotografia di Luigi Ghirri in mostra al Maxxi di Roma. Pensare per immagini

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Il museo Maxxi di Roma ospita “Luigi Ghirri. Pensare per immagini” , mostra dedicata a uno dei più grandi maestri della fotografia italiana del Novecento.
Visitandola, la prima cosa che salta subito all’occhio è la vastità del salone espositivo, necessario per ospitare gli oltre 300 scatti dell’artista emiliano. La mostra resta suddivisa in tre sezioni a tema: Icone, Paesaggi , Architetture. Scelta che, come recita giustamente la brochure che presenta la mostra, “lascia spazio alle possibilità combinatorie dei segni. Il percorso, tra associazioni e rimandi, consente dunque una lettura aperta e reversibile del lavoro di Ghirri”.

Inoltre sono installati un grosso tavolo multimediale, dov’è possibile consultare le i libri scritti dall’artista, e un altro bancone espositivo con riviste, libri, recensioni.
Subito dopo non si può rimanere indifferenti  all’estrema semplicità dell’installazione, essenziale, senza fronzoli. Grazie ad essa il visitatore viene immediatamente catturato e può immergersi in un universo di immagini e parole. Parole, quelle con cui è lo stesso Ghirri a raccontare il suo modo di guardare e pensare per immagini.

“La fotografia rappresenta sempre meno un percorso di tipo conoscitivo[…] che offre delle risposte, ma rimane un linguaggio per porre delle domande sul mondo […]Ho percorso esattamente questo itinerario relazionandomi con il mondo esterno, con la convinzione di non trovare mai una soluzione alle domande, ma con l’intenzione di continuare a porne. Perché questa mi sembra già una forma di risposta”. (Ghirri, 1989)

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Concetto di semplicità molto ben espresso, inoltre,  all’interno delle stesse foto realizzate da Ghirri, il quale si esprime attraverso una fotografia molto vicina a quella amatoriale.  Ne sono testimonianza l’uso di pellicole a colori commerciali, o la scelta di formati ridotti delle stampe. Gli scatti, inoltre, ritraggono il paesaggio reale, quotidiano, costituito da vetri, cartelloni, finestre, ambienti notturni o innevati, paesi, località di mare, ecc..

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Durante il percorso visivo si percepisce un senso profondo di partecipazione, che porta il visitatore a intraprendere un viaggio nell’universo ghirriano. Lo spettatore meno esperto a primo impatto rimane spiazzato dalla semplicità della composizione, ma un istante dopo non può che arrendersi di fronte all’evidenza: la bellezza di ogni singolo scatto e di ogni singolo elemento al suo interno, e la profondità del pensiero dell’artista.

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La mostra resterà aperta fino al 27 ottobre. Vi consigliamo di non perdere l’occasione di conoscere questo artista unico e geniale.

Giovanni Martone per AstoreLab