“Robert Capa in Italia. 1943-1944″. In mostra a Roma (e poi a Firenze) le foto del grande fotoreporter ungherese

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Una delle peculiarità dell’arte è quella di saper emozionare lo spettatore. Nell’elegante cornice del Museo di Roma-Palazzo Braschi, in Piazza Navona, è allestita una mostra che chi ama il fotogiornalismo o la fotografia di reportage non può assolutamente perdere, una mostra capace di emozionare dal primo all’ultimo scatto anche lo spettatore meno interessato. Si intitola “Robert Capa in Italia 1943-1944”, ed è dedicata a colui che può tranquillamente essere definito come il primo tra i fotoreporter. Endre Erno Friedmann, questo il nome di battesimo di Robert Capa, nella sua breve vita è riuscito ad immortalare 5 conflitti in giro per il mondo, direttamente sui campi di battaglia: guerra civile spagnola, seconda guerra sino-giapponese, seconda guerra mondiale, guerra arabo-israeliana e infine prima guerra dell’Indocina, dove trova la morte a soli 41 anni per lo scoppio di una mina.

CAPA 1 TroinaAgosto1943

La mostra di Palazzo Braschi accoglie settantotto foto scattate a seguito delle truppe alleate in Italia durante il secondo conflitto mondiale. Con estremo realismo, spingendosi fino alle prime linee di combattimento, Capa testimonia l’accoglienza dei cittadini di Monreale nei confronti degli americani, la resa di Palermo da parte dei tedeschi; particolarmente strazianti sono le immagini del funerale delle giovani vittime delle Quattro Giornate di Napoli; crudo e dettagliato è il racconto delle battaglie di Montecassino e di Anzio.
Una raccolta di foto che non possono lasciare indifferente lo spettatore. Sono le parole di John Steinbeck a spiegare meglio il concetto:

 “Capa sapeva cosa cercare e cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva, ad esempio, che non si può ritrarre la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma lui è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino.”

Particolarmente interessante è, inoltre, la lettura di “Slightly out of sight. Leggermente fuori fuoco”, libro scritto da Capa in prima persona, in cui racconta tutta la sua esperienza vissuta durante la seconda guerra mondiale. Vi si può cogliere lo spirito del fotoreporter ungherese oltre ad avere un racconto ancor più dettagliato della campagna d’Italia, da cui sono tratti gli scatti della mostra. L’esposizione resterà aperta fino al 6 gennaio prossimo, ma per chi non potesse partecipare verrà successivamente presentata a Firenze presso il Museo Nazionale Alinari della Fotografia.

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Giovanni Martone