#SELFIE vs #STUDIOPORTRAIT – Dall’autoscatto social al fotoritratto in studio

La-bambinaia-che-invento-i-selfie_h_partb

La street photographer Vivian Maier, definita “la madre dei selfie”

Il gioco è semplice e funziona così: inviateci vostri selfie (da soli o in coppia) sulla nostra pagina FB e poi noi ne selezioneremo alcuni per realizzare fotoritratti in studio alle persone autrici degli autoscatti scelti.
Perché? Per continuare ad indagare con esperimenti pratici e collettivi su come cambia la creazione e la fruizione fotografica all’epoca dei social network, un po’ come abbiamo fatto con Riscatti Urbani (e rifaremo presto, la seconda edizione sta arrivando…),  provando a capire affinità e differenze di natura tecnica, sociologica e antropologica fra questi due mo(n)di.
I ritratti verranno realizzati da Fabrizio Centioni nello studio fotografico maceratese in Galleria Scipione,  e le persone ritratte riceveranno gratuitamente la stampa della foto.

La popolarità del “selfie” come pratica sociale ed estetica è il frutto non di un aumento del narcisismo nella nostra società, è piuttosto la conseguenza del mix di democratizzazione delle tecnologie fotografiche, sempre più miniaturizzate e a portata di mano nei nostri telefoni e diffusione di siti in cui si possono facilmente condividere immagini fotografiche come Flickr, Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram. Afferma la sociologa spagnola Amparo Lasen che “l’autoritratto si è convertito da pratica minoritaria e artistica, derivata dall’autoritratto pittorico, a pratica generalizzata, sotto forma di autoscatto o autoritratto digitale, grazie all’invenzione delle macchine digitali, alla diffusione di nuove ottiche digitali nei cellulari e negli smartphone e alla crescente necessità di foto personali per i social media. “Breve storia del guardarsi allo specchio”, Tiziano Bonini per DoppioZero.

VMSP06_1000