“QUELLA SPORCA ANALOGIA” – Mostra fotografica di Simona Muscolini + performance polarizzata emulsion lift con Sara Bruni e Matteo Lupi

 Diffondiamo con piacere l'iniziativa analogica promossa dal Csa Sisma di Macerata che vede come protagonisti 3 amici e collaboratori di AStore: Simona Muscolini, Sara Bruni e Matteo Lupi. L'appuntamento è per mercoledi 29 gennaio dalle 18.30. Per info e dettagli sull'iniziativa: http://www.csasisma.org/2014/01/openwed.html  Credo la vita sia composta da ricordi e che i ricordi siano della stessa matrice di un vecchio dagherrotipo. Argento vivo frammentato da grandi pozzi di oblio. (Simona Muscolini) ...

“Robert Capa in Italia. 1943-1944″. In mostra a Roma (e poi a Firenze) le foto del grande fotoreporter ungherese

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Una delle peculiarità dell’arte è quella di saper emozionare lo spettatore. Nell’elegante cornice del Museo di Roma-Palazzo Braschi, in Piazza Navona, è allestita una mostra che chi ama il fotogiornalismo o la fotografia di reportage non può assolutamente perdere, una mostra capace di emozionare dal primo all’ultimo scatto anche lo spettatore meno interessato. Si intitola “Robert Capa in Italia 1943-1944”, ed è dedicata a colui che può tranquillamente essere definito come il primo tra i fotoreporter. Endre Erno Friedmann, questo il nome di battesimo di Robert Capa, nella sua breve vita è riuscito ad immortalare 5 conflitti in giro per il mondo, direttamente sui campi di battaglia: guerra civile spagnola, seconda guerra sino-giapponese, seconda guerra mondiale, guerra arabo-israeliana e infine prima guerra dell’Indocina, dove trova la morte a soli 41 anni per lo scoppio di una mina.

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La fotografia di Luigi Ghirri in mostra al Maxxi di Roma. Pensare per immagini

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Il museo Maxxi di Roma ospita “Luigi Ghirri. Pensare per immagini” , mostra dedicata a uno dei più grandi maestri della fotografia italiana del Novecento.
Visitandola, la prima cosa che salta subito all’occhio è la vastità del salone espositivo, necessario per ospitare gli oltre 300 scatti dell’artista emiliano. La mostra resta suddivisa in tre sezioni a tema: Icone, Paesaggi , Architetture. Scelta che, come recita giustamente la brochure che presenta la mostra, “lascia spazio alle possibilità combinatorie dei segni. Il percorso, tra associazioni e rimandi, consente dunque una lettura aperta e reversibile del lavoro di Ghirri”.

Inoltre sono installati un grosso tavolo multimediale, dov’è possibile consultare le i libri scritti dall’artista, e un altro bancone espositivo con riviste, libri, recensioni.
Subito dopo non si può rimanere indifferenti  all’estrema semplicità dell’installazione, essenziale, senza fronzoli. Grazie ad essa il visitatore viene immediatamente catturato e può immergersi in un universo di immagini e parole. Parole, quelle con cui è lo stesso Ghirri a raccontare il suo modo di guardare e pensare per immagini.

“La fotografia rappresenta sempre meno un percorso di tipo conoscitivo[…] che offre delle risposte, ma rimane un linguaggio per porre delle domande sul mondo […]Ho percorso esattamente questo itinerario relazionandomi con il mondo esterno, con la convinzione di non trovare mai una soluzione alle domande, ma con l’intenzione di continuare a porne. Perché questa mi sembra già una forma di risposta”. (Ghirri, 1989)

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