“MY GENERATION – Dieci autori under 40 della fotografia documentaria italiana”

IRENE ALISON MY GENERATION

La giornalista napoletana Irene Alison raccoglie in questo libro edito da PostCard 10 interviste ad altrettanti fotografi under 40 della fotografia documentaria italiana, che raccontano il loro universo creativo.

Da dove nascono le loro visioni? Cosa mettono al centro del loro obiettivo? Come compongono le loro storie? Come sopravvivono a un mercato in crisi?

Il risultato della riuscita operazione di Irene Alison è una raccolta di foto e parole che riesce a coinvolgere tanto il fotografo professionista o aspirante tale quanto il lettore comune.

Per ognuno dei 10 fotografi abbiamo selezionato una citazione e uno scatto tratti dal libro:

PIETRO MASTURZOIl taccuino del fotografo anarchico

Per il genere di fotografia che mi interessa fare mi basta una penna e un blocco per gli appunti: che la penna sia una Montblanc o una biro cambia poco. La macchina è un mezzo, un’appendice, non mi interessa la perfezione estetica. Quello che cerco è la situazione e la relazione, il mio essere presente nella storia come parte di un rapporto con gli altri. Penso alle mie foto come appunti scarabocchiati su un taccuino con una calligrafia incerta per ricordare qualcosa di importante.

Pietro Masturzo Bengasi libia 2011

Bengasi, Libia, aprile 2011. Scatto di Pietro Masturzo

MARTINA BACIGALUPO - La voce degl’altri

Quando ho iniziato a sperimentare con la macchina fotografica mi sono resa conto che quello che poteva diventare lo strumento espressivo in grando di conciliare il mio bisogno di solitudine con la mia necessità di andare verso gli altri. Ancora oggi, la fotografia risponde per me a questi due bisogni fondamentali.

Martina Bagicalupo - La voce degli altri

Luana, 16 anni, Istituto David Chiossone di Genova per non vedenti, 2006. Scatto di Martina Bagicalupo

MASSIMO BERUTTIIl mestiere di informare

La galleria dovrebbe essere una delle possibili risorse per il fotografo, non l’unica. Oggi, finiscono nei salotti dei collezionisti delle foto che invece dovrebbero stare sui giornali, a disposizione di tutti. In più, dal momento che le gallerie portano guadagni molto più alti dei giornali, il rischio è che il fotografo dimentichi di fare informazione per realizzare immagini che ammiccano al mercato dell’arte, perdendo completamente di vista il senso di questo mestiere.

Pakistan, febbraio 2008. Scatto di Massimo Berutti

 LORENZO CASTORE - Elogio dell’incoerenza

Ci sono delle foto che mi si formanio sulla testa prima di esistere sulla carta. Ci continuo a pensare e poi ad un certo punto trovano il loro spazio e il loro momento e diventano reali.

Cracovia

Cracovia. Scatto di Lorenzo Castore

ALESSANDRO COSMELLI – Cronache di una decadenza

Tutto quello che c’è tra il soggetto e l’atto di premere il pulsante di scatto, quindi la relazione che si crea tra me che guardo l’obiettivo e il mondo esterno, mi dà un piacere molto vicino al brivido del furto. Per me l’atto del fotografare ha una matrice egoistica che si fonde ovviamente con l’interesse per la persona che ho di fronte, ma nella relazione resta sempre una dimensione mia, strettamente personale, non pienamente condivisibile con l’esterno. Con tutto il rispetto per chi ho davanti, la relazione fra noi è sempre funzionale a qualcos’altro, e di questo bisogna essere consapevoli senza sensi di colpa.

Lena, Illinois, Stati Uniti, 2006. Scatto di Alessandro Cosmelli

Lena, Illinois, Stati Uniti, 2006. Scatto di Alessandro Cosmelli

GIULIO DI STURCO – L’avventura di un cosmopolita di provincia

Cerco sempre di ricordarmi che è un gioco e di non pensare troppo. Vedo la foto e scatto. Dura tutto un attimo. Di sicuro però oggi uso meno tecnica e più pancia. Faccio foto che prima non avrei fatto perché la luce non era giusta, perché l’obiettivo non era adatto, perché la pellicola non era appropriata. Prima cercavo la perfezione, adesso capisco che una foto conta solo se ti smuove qualcosa.

Giulio-Di-Sturco Varanasi

Veranasi, India, 2008. Scatto di Giulio di Sturco dalla serie “The Great Mother”

SIMONA GHIZZONI - Per una fotografica trasparente

Sono un po’ allergica al clichè della differenza tra fotografo uomo e fotografa donna: se sei donna sei più introspettiva, se sei uomo vai alla guerra… In realtà io penso semplicemente che ci sia un immaginario femminile e un immaginario maschile, ed è vero che le donne sono culturalmente e socialmente più abituate all’introspezione e alla ricerca su se stesse. Detto questo, ognuno di noi, sia uomo o donna, sa dove risiede la verità della propria fotografia.

Simona ghizzoni - self portrait

Agosto 2006, “Self portrait #7″. Scatto di Simona Ghizzoni dalla serie “In between”

ALESSANDRO IMBRIACO – Note al margine della città

Alcune foto sono capaci di portarti completamente dentro una storia, altre di spingerti a immaginare che cosa c’è oltre. Io non faccio foto perché la gente guardi quello che c’è dentro, le faccio perché immagini quello che c’è attorno.

my-generation-Alessandro-Imbriaco

Fabio Severo Civita di BagnoRegio, Italia, 2008. Scatto di Alessandro Imbriaco.

SIRIO MAGNABOSCO - Metafisica dell’obiettivo

[…] è importante mettersi n relazione con un terzo elemento, lo sguardo dello spettatore, che è in grado di caricare di significati nuovi le immagini che tu hai prodotto. Il senso di una mostra non è solo scegliere delle foto e appenderle al muro, ma creare questo dialogo.

Scatto di Sirio Magnabosco dalla serie " A series of unespected meditations" 2007-2010

Scatto di Sirio Magnabosco dalla serie ” A series of unespected meditations” 2007-2010

DAVIDE MONTELEONE – La giusta distanza

Credo che la fotografia abbia una natura frammentata. Fino a dieci anni fa nutrivo grande ammirazione per fotografi “narratori” come Salgado, capaci di compiere un affresco nello spazio di uno scatto. Oggi penso di più alle fotografie come a fotogrammi di un film, che se non visti in sequenza non hanno senso. Come se fossero i frammenti di un vaso rotto, solo se li ricomponi riesci a intuirne il significato.

Scatto di Davide Monteleone durante un matrimonio, nei giorni della crisi di Abkazia

Scatto di Davide Monteleone durante un matrimonio, nei giorni della crisi di Abkazia